Visualizzazione post con etichetta album 2007. Mostra tutti i post
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"Our Ill Wills" è il secondo album degli svedesi Shout Out Louds, uscito nel 2007 ma solo da un paio di mesi in Italia. Il disco è stato prodotto da Björn Yttling, dei Peter Bjorn & John, e contiene dodici meravigliose gemme indie pop, più due bonus track per l'edizione italiana. Un disco strepitoso, che mi ha conquistato al primo ascolto e che colloco nel gruppo dei migliori dischi degli ultimi mesi.
Evidenti i richiami ai Cure (non quelli più cupi, però), anche nella stessa voce sofferta del cantante che riporta alla mente Robert Smith. Questo non implica una mancanza di personalità. La band, pur tra quello e altri riferimenti, riesce ad avere una sua identità, a mostrare la propria bravura e maturità. "Our Ill Wills" è un disco che racchiude svariati sentimenti. C'è malinconia, ma non mancano speranza e anche solarità. Trasmette positività e cattura con le sue melodie azzeccatissime.
Già dalla prima traccia, "Tonight I Have To Leave It", si resta ammaliati. Una canzone che regala tre minuti e mezzo di felicità e si scolpisce nella testa per poi farsi canticchiare nei più svariati momenti. Quella melodia è irresistibile. Dopo un gioiellino del genere si potrebbe restare delusi dal seguito, ma non è affatto questo il caso. Ce n'è ancora di bella roba da ascoltare. La seguente "Parents Livingroom" è meno solare e, invece, decisamente malinconica. Come la deliziosa "You Are Dreaming", che fa innamorare con la sua bellezza. Si passa alla dolce "Suit Yourself" e poi alla ballata lenta e pacata "Blue Headlights", in cui a cantare è la tastierista e corista Bebban Stenborg. "Impossible" è un'altra splendida gemma. Una vena di malinconia che l'attraversa, la delicatezza del coro femminile, la melodia accattivante. Anche questa non esce più dalla testa. "Normandie", molto bella, ci riporta alla mente i Cure. Avviandoci verso la fine del disco passiamo per la coinvolgente "Time Left For Love", che conquista con quella punta di tristezza e il ritmo avvincente. L'intensa "Hard Rain" ha il compito di chiudere il disco, e lo fa meravigliosamente. Una conclusione degna di un album di tale pregio.
"Our Ill Wills" è un disco eccezionale, che fa stare bene. E' molto orecchiabile e adatto ad un pubblico vasto ed eterogeneo. Non il solito pop, ma qualcosa di speciale.
Questa la lista dei brani:
  1. Tonight I Have To Leave It
  2. Parents Livingroom
  3. You Are Dreaming
  4. Suit Yourself
  5. Blue Headlights
  6. Impossible
  7. Normandie
  8. South America
  9. Ill Wills
  10. Time Left For Love
  11. Meat Is Murder
  12. Bicycle (Bonus Track)
  13. Don't Get Yourself Involved (Bonus Track)
  14. Hard Rain
Potete ascoltare le anteprime di tutti i brani qui o qui.

Questo è il MySpace degli Shout Out Louds, dove trovate alcune canzoni da ascoltare in streaming: www.myspace.com/shoutoutlouds

Mentre questo è il loro sito ufficiale: www.shoutoutlouds.com

"Cease To Begin" è il secondo album degli americani Band Of Horses, ridotti di un componente dopo l'abbandono di Mat Brooke, cofondatotore della band. Il disco è uscito in autunno ed autunnali sono le atmosfere di questo nuovo lavoro. Indie rock americano emozionante, malinconico e a volte proprio triste. Con quelle chitarre avvolgenti, vigorose ma non violente, che ti fanno vibrare qualcosa dentro. Ed una bella interpetazione del cantante, con il giusto pathos. I brani sono tutti di ottima qualità, forse non ce ne sono uno o più che spicchino di molto sugli altri, c'è una certa uniformità e compattezza lungo tutto il disco. Ma mai noia. La partenza, con "Is There A Ghost", promette già bene. E infatti la traccia seguente, "Ode To LRC", non delude, anzi è una vera gemma, grandiosa. E che dire di "No One's Gonna Love You"? Ballata lenta emozionante e bellissima. C'è la dolcezza di "Detlef Schrempf" (nome di un giocatore di nazionalità tedesca che giocò nell'NBA negli anni '80 e '90) e "The General Specific", entrambe dal ritmo candenzato e con una vena molto malinconica. Non manca il pezzo più brioso, per tirarsi su. E' "Lamb Of The Lam (In The City)", con la sua allegria cointagiosa. Dopo tre brani grintosi si arriva alla conclusiva "Window Blues", perfetta per chiudere in bellezza, con la sua malinconica calma e dolcezza. Insomma, proprio un bel disco.
Questa la lista dei brani:
  1. Is There a Ghost
  2. Ode to LRC
  3. No One’s Gonna Love You
  4. Detlef Schrempf
  5. The General Specific
  6. Lamb on the Lam (In the City)
  7. Islands on the Coast
  8. Marry Song
  9. Cigarettes, Wedding Bands
  10. Window Blues
Per ascoltare delle anteprime di tutte le tracce potete andare qui.

Sul MySpace dei Band Of Horses trovate alcune canzoni da ascoltare in streaming: www.myspace.com/bandofhorses

Questo è, invece, il loro sito ufficiale: www.bandofhorses.com
Akira Kosemura è un giovane musicista e compositore giapponese (Tokyo). Dopo un EP e partecipazioni, con suoi brani, in diverse compilation ha pubblicato, nel 2007, il suo primo disco. Si tratta di "It's On Everything", album contenente dodici brani ambient nei quali Kosemura unisce composizioni suonate al piano, elettronica minimale e registrazioni di suoni ambientali reali, come le voci dei bambini che si sentono in più parti del disco o il rumore dell'acqua. Come risultato si hanno poco meno di 54 minuti di puro relax. E' musica dolce, tranquillizzante, serena, pur contenendo qualche momento di lieve tensione o malinconia. E' musica fatta per essere ascoltata stando in pace a casa, ma che apre verso l'esterno con le sue atmosfere evocative. A tratti i suoni elettronici ripetuti, tipici di un approccio minimale, hanno un effetto quasi ipnotico. I vari brani, soprattutto alcuni, ci trasmettono un senso di pace che concilia i nostri pensieri. E così è un piacere ascoltarli. Insomma, proprio un bel lavoro, che fa star bene.
Questa la lista dei brani:
  1. Orgel
  2. Unknown
  3. Pause
  4. A Park
  5. It's on Everything
  6. Pause #2
  7. Solace
  8. Embraced Time mf...
  9. Orgel st
  10. Perpetuity
  11. Perpetuity #2
  12. Coastline
E' possibile ascoltare delle brevi anteprime di tutte le tracce qui.

Sul MySpace di Akira Kosemura sono disponibili un paio di brani da ascoltare in streaming: www.myspace.com/kose0606

Mentre qui trovate gli estratti di quattro brani.

Intramural è lo pseudonimo dietro il quale si cela Denver Dalley, ex chitarrista dei Desaparecidos e leader degli Statistics. "This Is A Landslide" è il primo disco di Intramural, coprodotto con l'amico Sam Shacklock. Prima che questo lavoro raggiungesse la forma definitiva è passato parecchio tempo, più di quattro anni. Ma il risultato finale è eccellente. E' un disco particolare questo, non bene ascrivibile ad un determinato genere musicale. Elettro-rock, ma non solo. Da lì si spazia esplorando territori vicini (non di rado si avvicina all'ambient), ma sempre nell'alveo dell'elettronica. I brani sono undici e in ognuno troviamo una voce diversa, ad eccezione di "Inspired", solo strumentale. Dieci cantanti, provenienti da altrettante band, hanno prestato la loro voce per questo album, uno per ogni canzone. Ed ognuno ha portato nel brano interpretato qualcosa del proprio genere musicale, del proprio stile, arricchendolo. Questo conferisce al disco una interessante varietà che lo rende ancora più godibile e ricco. E, nonostante questa eterogeneità, l'album è coeso e davvero consistente. Una vena di malinconia attraversa "This Is A Landslide", a tratti un senso di solitudine. Ma questo non sfocia in vera e propria tristezza. E' piacevole essere avvolti da questi suoni. Il disco sembra ambientato nella notte di una qualsiasi città. Le atmosfere sono spesso rarefatte, quasi eteree. Tutte le canzoni sono interessanti, non ci sono riempitivi. Per questo è difficile sceglierne qualcuna sopra le altre. A me piacciono molto "Rocket" e "Spy", che trovo fantastiche, emozionanti. "Inspired" è uno splendido pezzo ambient, coinvolgente e un po' cupo. Bei pezzi anche "My My Tennessee", "Nights Are Long" e la title track "This Is A Landslide". E vogliamo lasciare da parte "From The Ground"? No di certo. Insomma, c'è davvero l'imbarazzo della scelta, il disco è da ascoltare tutto. Preferibilmente più volte, per apprezzarlo al meglio. Un gran bel lavoro.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. My My Tennessee (with Matt Friction of Pink Spiders)
  2. Queens of Comparison (with Judah Nagler of The Velvet Teen)
  3. From the Ground (with John Roderick of the Long Winters)
  4. This is a Landslide (with Greg Dulli of the Twilight Singers)
  5. Grows Stronger (with Leta Lucy)
  6. Folded (with Gabe Archer of the Pale Pacific)
  7. Rocket (with TJ Penzone of Men, Women and Children)
  8. Spy (with Tricia Kanne of Minipop)
  9. Inspired
  10. Nights Are Long (with Josh Dawson of Slender Means)
  11. Needle Point (with Teresa Eggers of the Evening Episode)
Potete ascoltare tutto il disco qui.

Mentre questo è il MySpace di Intramural: www.myspace.com/intramural

Fenomenale. E' questo uno dei primi aggettivi che mi vengono in mente per descrivere il nuovo disco dei Wintersleep. "Welcome To The Night Sky" è il terzo album della band indie rock canadese, prodotto da Tony Doogan (famoso per aver lavorato con Mogwai e Belle and Sebastian) ed uscito ad Ottobre 2007. Non ho il minimo dubbio nel collocare questo lavoro tra i migliori dischi usciti negli ultimi mesi. E' stato capace di catturarmi fin da subito e, pur ascoltandolo molto, non stanca affatto. La voce del cantante Paul Murphy è dolce e suadente ed interpreta perfettamente le atmosfere delle varie canzoni. Chitarre e batteria fanno sentire la loro presenza ed aggiungono ulteriore energia alle splendide ed edificanti melodie dei dieci brani contenuti nel disco. "Welcome To The Night Sky", al pari di un meraviglioso cielo notturno, riesce ad emozionare, a far spaziare la mente, a rilassare pur trasmettendo una bella dose di energia e vitalità. Il ritmo è coinvolgente, le melodie incantevoli. I brani sono tutti di ottimo livello, con delle punte di pura eccellenza. Prendiamo già l'iniziale “Drunk on Aluminium”, dall'atmosfera un po' cupa e vagamente malinconica, con la sua consistente sezione ritmica (chitarre e batteria). A seguire la bellissima "Archaeologists", dinamica ed avvincente, da battere i piedi seguendo il ritmo, con una melodia che resta fissa in testa. "Dead Letter & The Infinite Yes" è un'altra delle perle del disco. Un brano rock lento, intenso, intriso di malinconia, che ammalia con la voce rassicurante di Paul Murphy e quel motivo che si stende sotto di essa come un morbido tappeto. "Weighty Ghost" è il primo singolo estratto dall'album, leggero e dinamico pur parlando di perdità d'identità. "Search Party" è, invece, tormentata e quasi struggente. A questo punto arrivano altri due pezzi forti del disco, "Astronaut" ed "Oblivion". Semplicemente stupendi. Rock schietto con un ritmo elettrizzante, batteria potente e riff di chitarra a gogò. Subito dopo tocca all'emozionante "Laser Beams", con il suo crescendo, da un bisbiglio, quasi, ad una incredibile eplosione di suoni. Infine il disco si chiude con "Miasmal Smoke & The Yellow Bellied Freaks", un epico finale lungo ben otto minuti. Riuscito e per niente monotono.
Per concludere non posso fare altro che consigliarvi vivamente di procurarvi "Welcome To The Night Sky", perché è davvero un grande album, qualcosa di speciale. Per chiunque ami il rock o semplicemente la buona musica. Io l'ho già ascoltato molte volte ed ancora ho voglia di risentirlo. I Wintersleep hanno fatto proprio un bel lavoro.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Drunk On Aluminium
  2. Archaeologists
  3. Dead Letter & The Infinite Yes
  4. Weighty Ghost
  5. Murderer
  6. Search Party
  7. Astronaut
  8. Oblivion
  9. Laser Beams
  10. Miasmal Smoke & The Yellow Bellied Freaks
Delle brevi anteprime di tutte le tracce le trovate qui.

Mentre sul MySpace o sul sito dei Wintersleep potete ascoltare delle canzoni per intero in streaming.

Devo dire la verità: non conoscevo i Plastic Operator fino ad una settimana fa circa. Sono andato sul loro MySpace, ho cominciato ad ascoltare qualche canzone ed è subito scattato qualcosa. Loro sono un duo electro-pop formato da Mathieu Gendreau e Pieter Van Dessel, rispettivamente di Montreal e Antwerp. Si sono conosciuti nel 2001 alla Westminster University di Londra, dove tutti e due stavano studiando produzione audio. Da lì hanno cominciato a fare musica assieme e "Different Places" è il loro album d'esordio, uscito a maggio 2007. Perciò un album non recentissimo, ma che bisogna ascoltare, soprattutto per chi è appassionato di musica elettronica, ed in particolare di pop elettronico. Ma anche per chi cerca delle belle canzoni leggere, divertenti, solari, ben fatte e molto orecchiabili. In tutto sono 39 minuti di perfetta fusione tra elettronica e pop, con richiami al passato, alla storia dell'electro-pop, ma con i piedi sul presente. "The Pleasure Is Mine" ha il compito di fare da apripista. Una canzoncina semplice che riesce a catturare l'attenzione, risultando molto piacevole. Subito dopo è il turno di "Peppermint", splendido brano serenamente malinconico, con la voce di Pieter che si adagia su un mix di ritmi da drum machine, bip, raggi laser ed un semplice motivetto di chitarra acustica. Ed ecco che arriva un altro dei pezzi forti del disco: "Folder". Canzone dinamica, vivace, alla quale è difficile resistere: i piedi o qualche altra parte del corpo si ritroveranno a seguire il ritmo, e quella melodia resterà in testa anche dopo il suo ascolto. Ci sono poi brani come "Home 0207" e "Parasols", quest'ultimo con la partecipazione di Sarah Ferri come cantante, tra suoni al sintetizzatore stile anni '80. In "Another Sound", dinamica e coinvolgente, troviamo qualcosa dei Daft Punk. Mentre "Why Don't You?" è intensa e dal ritmo molto più rilassato. Non si può non ricordare "Singing All The Time", che mi ha conquistato con quella gioviale atmosfera anni '80. Per concludere infine con la serenità di "The Long Run".
"Different Places" è un disco ben fatto, piacevolissimo, con varie piccole gemme che lo rendono squisito. Sono stati fatti paragoni con i Postal Service; non saremo a quei livelli, ma l'album vale.
Ecco la lista dei brani del disco:
  1. The Pleasure Is Mine
  2. Peppermint
  3. Folder
  4. Couch
  5. Home 0207
  6. Parasols
  7. Special Case
  8. Another Sound
  9. Why Don't You?
  10. Singing all the time
  11. The Long Run

Per ascoltare le anteprime di tutte le tracce potete andare qui.


Sul MySpace dei Plastic Operator sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/plasticoperator


Mentre questo è il loro sito ufficiale: http://www.plasticoperator.com/

C'è una nuova leva nella scena anti-folk. Si tratta della promettente Jamie Kristine Seerman, in arte Jaymay, giovane cantautrice newyorkese. "Autumn Fallin'" è il suo album di debutto, uscito alla fine del novembre 2007. Dieci canzoni che parlano di una relazione d'amore agrodolce sullo sfondo della città di New York. Dei testi personali, ma nei quali ognuno può ritrovarsi; una voce dolce, delicata, versatile, ed una tessitura musicale acustica semplice ma incantevole. Con questi ingredienti Jaymay ha costruito un disco delizioso che fa sentire in pieno quell'atmosfera, soprattutto interiore, che accompagna una storia d'amore dall'inizio alla fine, con i suoi alti e bassi, i momenti belli e quelli di sconforto. Così "Autumn Fallin'" comincia con "Gray Or Blue", che descrive l'esaltazione e l'entusiasmo portati dall'impeto dell'amore al suo nascere. La felicità di quei momenti, il trasporto e la soavità del sentimento appena nato, traspaiono perfettamente. Da qui la storia d'amore va avanti fino al suo tramonto, come i mesi d'autunno inesorabilmente conducono all'inverno (da qui il titolo del disco). Lungo il cammino ci imbattiamo in diverse gemme. "Blue Skies", ad esempio, conquista ed emoziona con quella malinconia, il piano e gli archi. Vena malinconica presente anche nella carezzevole "Sea Green See Blue". Subito dopo arriva "Autumn Fallin'", una delle mie preferite. Una canzone che mi rende felice, con la sua positività, quel dolce motivo al piano, la batteria che segna il ritmo pacatamente. E' la fine di un amore e soprattutto di un'amicizia, con la speranza e la convinzione, però, che essa possa tornare. Seguono i quasi dieci minuti di "You'd Rather Run", un valzer piacevolissimo. Si cambia ancora registro in "Hard To Say", un breve ed esuberante esperimento jazz. Mostrando le sue capacità vocali in "Ill Willed Person", Jay May ci conduce alla conclusione dell'album. E' "You Are The Only One I Love" il pezzo finale. Uno sguardo indietro sulla relazione conclusa. Intenso, triste ma con un fondo di speranza. Splendido.
Insomma "Autumn Fallin'" è un debutto che colpisce, pieno di sentimento, arguto, capace di toccare certe precise corde dentro l'animo dell'ascoltatore. Ha una vena malinconica che lo attraversa, ma non risulta eccessivamente triste, anzi a tratti è ottimista. Molto bello. Se vi piacciono artiste quali Regina Spektor, Norah Jones, Martha Wainwright, Katie Melua, molto probabilmente vi piacerà anche Jaymay.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Gray Or Blue
  2. Sycamore Down
  3. Blue Skies
  4. Sea Green, See Blue
  5. Autumn Fallin'
  6. You'd Rather Run
  7. Hard To Say
  8. Big Ben
  9. Ill Willed Person
  10. You Are The Only One I Love
Potete ascoltare delle anteprime di tutti i brani qui.

Mentre sul MySpace di Jaymay sono disponibili alcune canzoni in streaming: http://www.myspace.com/jaymay

Questo invece il sito ufficiale: http://jaymaymusic.com

Brooke Waggoner è una giovane cantautrice americana (attualmente vive a Nashville) ancora poco conosciuta ma di indubbio talento. Ha iniziato a suonare il pianoforte all'età di 4 anni, a 10 ha scritto la sua prima canzone e nel 2006 ha preso il college degree in "Music Composition & Orchestration". Nel 2007 è uscito il suo primo EP, "Fresh Pair of Eyes", in cui Brooke ci fa ascoltare dell'ottimo piano pop. Sei splendide canzoni interamente prodotte da lei, dai testi agli arrangiamenti e l'orchestrazione. Basta iniziare ad ascoltare l'EP e subito veniamo conquistati dalla voce tenera e delicata di Brooke, da quell'atmosfera edificante e positiva che pervade tutti i brani. Un disco rilassato ma per niente monotono, anzi vario e con una orchestrazione coinvolgente. Basta prendere come esempio il brano inziale, "Hush If You Must". Calmo e dolce, con dei crescendo arricchiti dagli archi e, verso la metà, un cambio deciso di ritmo in un frizzante assolo al piano, per poi cambiare ancora nella seconda parte della canzone, seguendo il motivo della prima parte. "Wonder-Dummied" impressiona con il suo arrangiamento; un brano intenso, dall'atmosfera sognante, con quel piano che in certi momenti ci regala melodie dal sapore orientale e quegli archi decisi. Insomma una vera meraviglia, da ascoltare assolutamente. "So-So" è divertente, allegra, spensierata; dà il buonumore. In "I Am Mine" fa il suo ingresso la chitarra acustica come co-protagonista. Con la sua melodia suggestiva e un'atmosfera sognante questa canzone ci dona la felicità. L'EP si conclude con "Fresh Pair Of Eyes" e "My Legionnaire". Entrambe dal sapore un po' retrò, calme e delicate, seppure nella seconda non manchino dei guizzi qua e là.
Con "Fresh Pair of Eyes" Brooke Waggoner convince alla grande. Un lavoro elegante, coinvolgente, accattivante. Davvero incantevole.
E in più Brooke ci offre la possibilità di scaricare gratuitamente l'intero EP dal suo sito.

Scarica "Fresh Pair of Eyes" (nel form da compilare selezionate Other nel campo STATE ed inserite il vostro cap nel campo ZIPCODE; riceverete una mail con il link per il download)

Per ascoltare delle canzoni in streaming potete andare sul MySpace di Brooke Waggoner: http://www.myspace.com/brookewaggoner

Nel 2005 con l'album d'esordio "Signs Of A Struggle" hanno riscosso un grande successo, ed in particolare il singolo "Big City Life" ha permesso loro di salire alla ribalta della scena musicale modiale. Probabilmente c'era chi pensava che i Mattafix sarebbero stai solo un fenomeno passeggero, di quelli che sfornano una hit di enorme successo e poi pian piano, o di colpo, scompaiono. Beh, le cose sono andate diversamente. Con il loro secondo disco, "Rhythm and Hymns" (uscito a novembre 2007), Marlon Roudette e Preetesh Hirji ci dimostrano di avere tutte le carte in regola per restare sulla scena musicale di rilievo. Durante i 18 mesi passati in tour in giro per il mondo i due hanno avuto modo di raccogliere influenze di vario genere e nuove fonti di ispirazione. Tutto questo è stato portato dentro il nuovo lavoro, che risulta ricco, pieno di sfaccettature ed elementi diversi, ma al tempo stesso coeso e facilmente fruibile. I generi musicali che qui si fondono sono vari: hip hop, rap, reggae, dancehall e non solo. Il titolo scelto per il disco è perfetto per esprimere ciò che è contenuto al suo interno: "ritmo ed inni". Perché l'inno è anche "un discorso, uno scritto e simili di tono celebrativo"; e questo disco è proprio, come affermano gli stessi Mattafix, una celebrazione dell'umanità, della positività. Il tutto tenuto assieme dal ritmo dei beat.
Abbiamo già avuto modo di apprezzare il primo singolo estratto, "Living Darfur", brano scritto a Johannesburg che ha conquistato tutti con la sua armonia e qui cori Zulu. Ma il resto di "Rhythm and Hymns" non è certo da meno. L'iniziale "Shake Your Limbs" vede la partecipazione del rapper Zola. La canzone è stata scritta dopo un viaggio a Tel Aviv (dove erano stati per suonare) proprio pochi giorni dopo che Israele ha iniziato a bombardare il Libano. C'è la romantica "Angel On My Shoulder", rilassata e dal ritmo reggae, con una bella melodia che fa da complemento alla voce efebica e quasi femminea di Marlon. Bellissima e gioiosa "Things Have Changed", che per certi versi riporta alla mente la grande "Big City Life". Una di quelle canzoni che colpiscono subito. Della stessa levatura "In MY Life", sebbene questa sia più cupa ed intensa. "Memories Of Soweto" parla del soggiorno dei due musicisti in Sudafrica ricordando Soweto, luogo importante nella storia dell'apartheid, dove ha vissuto anche Nelson Mandela. "Stranger Forever" è un bell'esempio della bravura dei Mattafix nel mescolare influenze e sonorità differenti, dando quel sapore di world music che qui si sente particolarmente. "Feeman" è rilassata e piacevole e contiene un'ultima parte solo strumentale che ha per protagonista lo stell pan, di cui Marlon è suonatore. Infine è da menzionare "Far From Over", dolce e portatrice di serenità.
Per concludere, "Rhythm and Hymns" è una bella conferma del talento dei due musicisti. Un album orecchiabile e molto piacevole da ascoltare, con brani tutti di ottima qualità e tra questi qualche gemma più brillante. Un disco che più ascolto e più mi piace. I Mattafix hanno raggiunto l'obiettivo.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Shake Your Limbs
  2. Living Darfur
  3. Angel On My Shoulder
  4. In The Background
  5. Things Have Changed
  6. Stranger Forever
  7. Freeman
  8. Got To Lose
  9. In My Life
  10. Memories Of Soweto
  11. Far From Over
  12. Separate Ways (iTunes bonus track)
Potete ascoltare le anteprime di tutti i brani qui.

Questo è invece il MySpace dei Mattafix: http://www.myspace.com/mattafix

E questo il sito ufficiale: http://www.mattafix.com/

Vi ho parlato poco tempo fa di Burial e del suo dubstep. Barry Lynn (aka Boxcutter) è un esponente della stessa corrente musicale, ma le differenze tra i due non sono poche. Le etichette da attaccare alla musica di Boxcutter in realtà sarebbero varie, perché il nord-irlandese è uno a cui piace sperimentare e miscelare diversi generi. "Glyphic", il suo ultimo album, ne è un esempio perfetto. A differenza di Burial in cui si sentiva parecchio soul, qui troviamo molto jazz, radici giamaicane, idm, ritmiche jungle. Il dubstep si mescola con l'ambient. E così, ad esempio, abbiamo brani come la title track "Glyphic", con i suoi bassi profondi e il sax jazz, o "Windfall" e il suo dub spettrale. C'è il dubstep di "Bud Octet", la tensione di "Chiral" o l'atmosfera di "Foxy" vagamente nostalgica e al tempo stesso calda, accogliente. "Glyphic" è un album da club, ma non solo. Certo non è semplice, non è musica per tutti. Crea una bella atmosfera, ma non a tutti piace. Però bisogna dirlo: è fatta proprio bene. Contaminazioni ed influenze varie sapientemente miscelate, muovendosi nell'alveo del dubstep ma in libertà.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Glyphic
  2. Windfall
  3. Bug Octet
  4. Rusty Break
  5. J Dub
  6. Chiral
  7. Kaleid
  8. Bloscid
  9. Foxy
  10. Lunal
  11. Fieldtrip

Per ascoltare delle lunghe anteprime di tutti i brani potete andare qui.


Questo è invece il MySpace di Barry Lynn: http://www.myspace.com/barrylynnmusic

I Rumble Strips non sono la solita band indie. E non solo perché nella loro musica gli ottoni giocano un ruolo fondamentale. Il soul-pop che questi giovani del Devonshire fanno ha veramente qualcosa di speciale. Sarà la voce particolare del cantante, saranno sax e tromba, sarà quel gusto un po' retrò o quel ritmo scatenato e tanto vario, saranno il dinamismo e l'energia che queste canzoni trasmettono. Sarà tutto questo e molto altro ancora, ma alla musica dei Rumble Strips non si può restare indifferenti, non si può non farsi coinvolgere. I quattro sono riusciti a creare un album, "Girls And Weather", pieno di eccentricità, freschezza, senso di libertà, ma al tempo stesso ben curato, "costruito" con diligenza e sensibilità. Con gli ottoni i Rumble Strips condiscono la loro musica con un sapore vagamente ska che è il sale che dà ancor più gusto alla pietanza. I cambi di umore e di ritmo sono continui, non c'è un momento in cui il disco annoia. "No Soul" è un primo assaggio di quello che sarà il seguito, con i suoi ottoni allegri ed esuberanti in contrasto con il lato più scuro della canzone. "Alarm Clock" ha un ritmo contagioso ed irresistibile: una o più parti del vostro corpo inizieranno a muoversi senza controllo, seguendo la musica. Quando arriva "Girls And Boys In Love" non ci resta che arrenderci. Come si può rimanere impassibili ascoltando canzoni come questa? Un'iniezione di gioia sbarazzina concentrata. E quel piano è così amabile. C'è poi il soul di "Oh Creole" e subito dopo quella delizia piena di fascino che è "Motorcycle". Altro splendido brano è "Time": brillante, energico, pieno di cambi di ritmo, con un finale travolgente. "Clouds" inizia con un motivetto incantevole al piano, che torna anche in altri momenti; a un certo punto tutto rallenta e la canzone sembra quasi spegnersi, ma all'improvviso poco dopo riesplode per arrivare alla conclusione. "Don't Dumb Down" è invece delicata, semplice, con delle chitarre leggere, senza perderne però in brio. "Cowboy" è selvaggia, scatenata, fa un gran bel casino. Infine non si può scordare "Hate Me (You Do)", dotata di uno charme particolare, merito anche di quel meraviglioso sassofono.
Insomma "Girls And Weather" è un disco eccezionale. Non sono neanche 38 minuti ma davvero intensi, entusiasmanti. Un grandioso album d'esordio. Da ascoltare assolutamente.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. No Soul
  2. Alarm Clock
  3. Building A Boat
  4. Girls And Boys In Love
  5. Oh Creole
  6. Motorcycle
  7. Time
  8. Clouds
  9. Don't Dumb Down
  10. Cowboy
  11. Hate Me (You Do)
  12. Hands
Potete ascoltare delle brevi anteprime di tutti i brani qui.

Sul Myspace dei Rumble Strips sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/rumblestripsuk

Mentre questo è il loro sito ufficiale: http://www.therumblestrips.com/

"Smoke" è l'album d'esordio di White Williams, al secolo Joe Williams. Questo giovane americano in "Smoke" ha racchiuso dieci ("Lice In The Rainbow" proprio non mi va giù) deliziosi bocconcini pop di matrice elettronica. Una voce che può ricordare Beck, laptop, sintetizzatore, chitarre e poco altro per realizzare tutto questo. I beat, le distorsioni, i suoni elettronici si sentono, ma sono ben bilanciati per creare un risultato insieme fluido, movimentato, un po' eccentrico, molto piacevole e che riesce a far presa sull'ascoltatore. Tra i miei brani preferiti sicuramente l'iniziale "Headlines", ma anche e forse di più l'accattivante "Route To Palm", con i suoi suoni morbidi, quella chitarra vintage e una bella linea di basso. E poi la delicata e vagamente nostalgica "The Shadow", la rigogliosa "Going Down", e "New Violence", con la sua linea di basso motorik. Solo "Lice In The Rainbow" non riesce proprio a piacermi. Comunque il disco merita, se poi gli concediamo qualche ascolto in più si assapora maggiormente e si colgono più sfaccettature. L'ho scoperto per caso e mi è subito piaciuto.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Headlines
  2. In the Club
  3. New Violence
  4. Going Down
  5. Smoke
  6. The Shadow
  7. Danger
  8. I Want Candy
  9. Fleetwood Crack
  10. Route To Palm
  11. Lice In the Rainbow
Per ascoltare le anteprime di tutte le tracce potete andare qui.

Mentre sul MySpace di White Williams sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/whitewilliams

Il Natale è passato ma è ancora tempo di regali. Fino al 6 gennaio i The Martial Arts mettono a disposizione il loro album d'esordio "Your Sinclair" per il download gratuito. Badate bene: non si tratta di un album demo registrato alla buona, il disco è stato prodotto da Ronald Bood, stesso produttore degli Shout Out Louds, ed ha già riscosso un buon successo in Scandinavia (l'etichetta di registrazione è infatti la svedese Groover Recordings). I Martial Arts sono quattro giovani scozzesi, di Glasgow, che fanno essenzialmente indie-pop. In "Your Sinclair" combinano elementi del pop anni '60, della new wave dei '70 e della musica indie degli anni '80 senza far mancare una bella dose di chitarre, in stile power pop. Il ritmo è sostenuto e contagioso, le canzoni sono orecchiabili e irresistibilmente trascinanti, condite con ottime melodie. E poi, come resistere a brani quali "Don't Want To Talk", "Summer Tweed", "Duality" o "Finale"?! Buona musica dall'inizio alla fine, basta premere play e lasciar suonare i Martial Arts. Se poi l'album ce lo fanno scaricare gratis i quattro scozzesi ci stanno ancora più simpatici. Ma non dimenticate: solo fino al 6 gennaio!
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Murry & Audree
  2. Don't Want To Talk
  3. Really Cursed
  4. Frost
  5. Mod Val
  6. Summer Tweed
  7. Kicking And Screaming
  8. Duality
  9. Contemptuous Disdain
  10. Finale

Scarica l'album in formato .rar o in formato .zip (entrambi i file contengono 10 mp3, i credits e la cover del cd).


Questo il MySpace dei The Martial Arts, dove sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/themartialarts

I Giardini di Mirò, a conclusione di un anno intenso, decidono di ringraziare i loro numerosi fan con un bel regalo di fine anno. A partire da oggi 31 dicembre, infatti, sarà possibile scaricare dal loro sito un nuovo EP contenente un inedito (”No one’s to blame” - feat. Paul Anderson) e ben 4 remix a cura di Isan, Offlaga Disco Pax, Mickey Eats Plastic e Mapstation. Io l'ho già scaricato ed ascoltato: ottimo, molto belli e ben fatti i remix, emozionante l'inedito. Atmosfere rarefatte, un po' cupe, un suono che avvolge. Un vero piacere ascoltarlo. Ha confermato in pieno le mie aspettative (alte, visti i nomi). Ve lo consiglio.
Ecco la lista dei brani:
  1. No one’s to blame (feat. Paul Anderson)

  2. Dividing Opinions 1.0 (Isan Remix)

  3. Dividing Opinions 2.0 (Mickey Eats Plastic Remix)

  4. Dividing Opinions 3.0 "History repeats itself remix" - (Offlaga Disco Pax Remix)

  5. Dividing Opinions 4.0 (Mapstation Remix)

Scarica New Year’s Eve EP


Se volete, sul sito dei Giardini di Mirò, potete fare una donazione (3 euro) al gruppo che servirà a recuperare fondi per ricompensare in parte chi ha prodotto i remix e l’artwork del disco.


(via soundsblog)

"Marry Me" è il titolo dell'album d'esordio di Annie Clark, in arte St. Vincent, polistrumentista americana che a soli 25 anni vanta già collaborazioni di riguardo. Prima di incidere questo disco, infatti, ha suonato la chitarra al fianco dei Polyphonic Spree (anche nel loro ultimo disco) e di Sufjan Stevens, che ha supportato in un tour europeo. "Marry Me" è un esordio che stupisce, per una serie di fattori. Innanzitutto l'evidente talento di questa artista, capace di muoversi con grazia e bravura tra stili differenti, con quella bella voce da soprano e la sua poliedricità da musicista. E poi ci sono quelle canzoni, undici episodi diversi e fuori dagli schemi. Una miscela di ironia, leggerezza, raffinatezza, maturità, romanticismo, giocosità, sperimentalismo ed anche un tocco di nostalgia ogni tanto. Suoni che un po' ci cullano e un po' ci scuotono, avvolgendoci nella loro magnificenza. Atmosfere differenti dentro cui ci muoviamo accompagnati dalla nostra guida, Annie. Tanti i generi musicali esplorati e mescolati con maestria: jazz, folk, chamber pop, blues e addirittura elettronica e cabaret. Un assaggio di quello che sarà il seguito è già dato dal primo brano, "Now, Now", splendido, gioioso, e dal finale a sorpresa completamente inaspettato. E poi canzoni come la bella "The Apocalypse Song", in cui troviamo gli archi mescolati a suoni noise e battiti di mani, o "Jesus Saves, I Spend", quasi un balletto bislacco e burlesco. Ci sono tracce più cupe, come "Your Lips Are Red", in cui si incontrano e scontrano in libertà violino, piano, batteria, chitarra, cori ed elettronica, oltre che il cantato di Annie. O "Paris Is Burning", che vira verso il valzer tra cabaret e citazioni di Shakespeare. La title track "Marry Me" è ironica e posata. "All My Stars Aligned", che ospita Mike Garson al piano, è intensa, nostalgica ed emozionante. "Landmines" affascina e crea un'atmosfera tranquilla. "Human Racing" è una delicata e piacevole bossa nova, mentre "What Me Worry?" è una romantica ballata jazz. Delizioso anche l'unico pezzo solo strumentale, "We Put A Pearl In The Ground", leggero ed aggrazziato.
Sono stati fatti, non a torto, diversi paragoni tra Annie Clark e altre artiste, come Bjork o Kate Bush, ma non bisogna ingabbiarla in questi paragoni perché Annie ha una sua personalità spiccata che viene bene fuori in questo ottimo disco. Un lavoro maturo, pur essendo un esordio, molto piacevole ed amabile. Convince appieno.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Now Now
  2. Jesus Saves, I Spend
  3. Your Lips Are Red
  4. Marry Me
  5. Paris Is Burning
  6. All My Stars Aligned
  7. The Apocalypse Song
  8. We Put A Pearl In The Ground
  9. Landmines
  10. Human Racing
  11. What We Worry

Al seguente indirizzo potete ascoltare le anteprime di tutte le tracce del disco: link


Mentre sul MySpace dell'artista sono disponibili alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/stvincent


Questo è invece il sito ufficiale di St. Vincent: http://www.ilovestvincent.com/


A Natale tempo di regali. Così gli Okkervil River, sul loro sito, danno la possibilità di scaricare gratuitamente un album intero: "GOLDEN OPPORTUNITIES Mixtape". Esso contiene nove canzoni, tutte cover, registrate dal vivo durante diverse tappe dei loro tour negli anni 2006-2007. Un bel disco, io non mi sono fatto scappare questa opportunità.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. APRIL ANNE (John Phillips)
  2. SIMON SMITH AND THE AMAZING DANCING BEAR (Randy Newman)
  3. I WANT TO KNOW (Charles F. Olsen/Ed Sanders)
  4. DO WHAT YOU GOTTA DO (Jimmy Webb)
  5. I CAME HERE TO SAY IM GOING AWAY (Serge Gainsbourg/Trans. by W. Sheff)
  6. THE BLONDE IN THE BLEACHERS (Joni Mitchell)
  7. ANTARCTICA STARTS HERE (John Cale)
  8. LISTENING TO OTIS REDDING AT HOME DURING CHRISTMAS (Will Sheff)
  9. SOLO (Sandy Denny)
Download: GOLDEN OPPORTUNITIES Mixtape (formato MP3, 192 kbps) + Artwork (file pdf con la copertina del disco)

Sito web: http://www.okkervilriver.com
Myspace: http://www.myspace.com/okkervilriver

"Kommt" è il primo album dei Kapelle Koralle, gruppo tedesco (di Monaco) che suona dell'ottimo folk-rock. In questo lavoro ci propongono dodici deliziosi brani, tutti in lingua tedesca. Un suono semplice, una voce calda, le chitarre ben presenti ed usate abilmente. Niente tristezza, bensì una sensazione di serenità, un'atmosfera gioiosa. Ci sono le tracce più tranquille, rilassate, com'è "Das mit dem Leuchtturm", e anche quelle con maggior vivacità ed un ritmo più sostenuto, come "Mit und für, dich und dir". Incantevole "Klingeling", molto bella ed orecchiabile "A". E poi ci sono "Berge, Seen" e quell'altro gioriellino di "92", una delle stelle del disco. Insomma un disco proprio carino, che si fa ascoltare con facilità. E in più si può scaricare gratis.
L'intero album può essere ascoltato su questa pagina, utilizzando il lettore che trovate qui sotto:



Seguendo il link sotto potete anche scaricare gratuitamente e legalmente l'album (per scopi non commerciali, su licenza Creative Commons) e, se volete, supportare la band con una donazione:
http://blue.jamendo.com/it/album/11322/

Questo l'indirizzo del MySpace dei Kapelle Koralle: http://www.myspace.com/kapellekoralle

I Facto Delafé y las flores azules sono un gruppo spagnolo, di Barcellona, composto da Marc Barrachina (basi), Oscar Daniello (voce e testi), Helena Miquel (voce e cori). "La Luz de la Mañana" è il loro secondo album che arriva tre anni dopo l'uscita del primo splendido lavoro, "El monstruo de Las Ramblas". La musica di questa band è un misto tra hip-hop e pop, poiché mescola il modo di cantare dell'hip-hop con melodie e strutture proprie del pop. "La Luz de la Mañana" è un disco intimista, semplice, positivo, parecchio piacevole da ascoltare. I testi parlano di amore, di sentimenti, emozioni, di stagioni, delle piccole cose della vita di tutti i giorni. E poi c'è la voce di Helena Miquel, i suoi cori, che hanno qualcosa di speciale, sono uno degli ingredienti fondamentali della musica della band. Tra le canzoni migliori la breve "Desde El Este", la seguente "La Luz de la Mañana", che ci fa sentire l'atmosfera di una bella mattina luminosa e serena, di quelle che riempiono il cuore solo per il fatto di essere lì. E poi "Muertos", dal ritmo nient'affatto triste come farebbe pensare il titolo, "Combates cotidianos", "La Juani", bellissima, "El Indio", canzone fresca e serena che per certi versi ricorda Jarabe De Palo. Comunque tutto il disco risulta ben fatto e godibile: un piacere per le nostre orecchie.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Intro
  2. Desde el este
  3. La luz de la mañana
  4. Muertos
  5. Combates cotidianos
  6. La Juani
  7. Pronombres
  8. Letargo
  9. Sólo palabras
  10. Pasan las luces
  11. Gigante
  12. El indio
  13. Poquito a poco

Questo il MySpace della band, dove è disponibile qualche canzone in streaming: http://www.myspace.com/factodelafeylasfloresazules

Già il nome della band, Holy Fuck, è tutto un programma. Ma è nulla in confronto alla loro musica. Sono canadesi, di Toronto, e "LP" è il loro secondo album: in tutto 37 minuti di musica divisi tra nove canzoni. Vi sembra poco? Prima aspettate di sentirli. Già, perché "LP" è un concentrato di potenza ed energia come se ne trovano pochi in giro. Qualcosa che può stordire, soprattutto all'inizio, al primo ascolto. Una forza ed un ritmo pazzeschi, e al contempo una carica trascinante ed una buona fruibilità. E' un album che cattura, questo "LP". Una delle nove tracce, "Super Inuit", è stata registrata dal vivo davanti un pubblico durante un concerto dei !!!, che la band supportava. Le altre otto canzoni sono dei live in studio, perciò tutta l'energia della loro musica è conservata intatta. Chi abbia visto suonare dal vivo gli Holy Fuck ha potuto appurare di persona come si possa riuscire a produrre un suono che sa molto di elettronico senza però usare un computer. Usano normali strumenti musicali, tastiere, pedali, vari altri apparecchi e anche dei non-strumenti. In più, c'è da dirlo, vanno anche molto ad improvvisazione; senza dubbio un valore aggiunto, se questi sono i risultati. Altra importante caratteristica degli Holy Fuck è l'utilizzo di due batteristi. Perciò immaginate che potenza possa venir fuori. Fanno tanto casino questi canadesi, ma non è un rumore fine a se stesso, fatto così a caso. I suoni sono miscelati alla perfezione, con sapiente maestria; eppure risultano spontanei, non ingessati.
Prima traccia del disco è l'esplosivo live "Super Inuit", col suo ritmo martellante e parecchio sostenuto. E da lì è tutto un gran spettacolo fino alla fine. Trovi canzoni come "Milkshake" e "Royal Gregory" e dici: "Wow! Questi ci sanno fare!". Ascolti "Safari", che inizia con dei suoni che sembrano uscire direttamente da un videogioco del Nintendo ma poi corre velocissima in un turbinio di suoni vigorosi. E resti a bocca aperta. Con l'eccezionale "The Pulse" ti convinci definitivamente della bravura degli Holy Fuck, senza ombra di dubbio. E capisci davvero che cosa possa voler dire usare due batteristi, quale forza possa essere sprigionata. Se poi ascolti quel gioiello brillante che è "Lovely Allen", con la sua carica gloriosamente ottimista, non ti resta che arrenderti a tanta grandezza. "LP" è un album geniale, che rasenta la perfezione. Un concentrato di energia. A parte l'intervento qua e là di voci distorte e piene di effetti, il suono strumentale è il protagonista assoluto. E merita più di un applauso a scena aperta e un'ovazione finale. Complimenti.
Ecco la lista dei brani dell'album:

  1. Super Inuit
  2. Milk Shake
  3. Frenchy's
  4. Lovely Allen
  5. The Pulse
  6. Royal Gregory
  7. Echo Sam
  8. Safari
  9. Choppers

Potete ascoltare delle anteprime di tutte le tracce al seguente indirizzo: link


Mentre sul MySpace della band trovate alcune canzoni da ascoltare in streaming: http://www.myspace.com/holyfuck


Questo è invece il sito ufficiale degli Holy Fuck: http://www.holyfuckmusic.com/



Burial è lo pseudonimo di uno dei maggiori esponenti della scena Dubstep, movimento della musica dance londinese nato pochi anni fa. Senza dubbio un musicista fuori dalla norma. Uno che nasconde la sua identità (poche persone sanno chi sia veramente) e che concede interviste col contagocce. Uno che si lascia rappresentare solo dalla propria musica, nient'altro. La sostanza al posto dell'apparenza, dell'immagine. E di sostanza ce n'è davvero tanta. "Untrue" è il secondo disco del musicista londinese. Un album che dal primo beat, dal primo suono cattura l'ascoltatore e non lo lascia più fino alla fine. In "Untrue" Burial riesce perfettamente a rendere l'atmosfera notturna di Londra, e in generale delle metropoli. Chi ascolta viene portato dentro certi quartieri dei sobborghi londinesi, vede e vive le enormi distese urbane, le motropolitane, le fermate dell'autobus sgangherate, i fast-food, i muri pieni di graffiti, le fabbriche, i frammenti di musica dance proveniente dai club. Sembra di essere lì, di sentire e di vedere tutto, camminando per la città. Un album profondo, bassi potenti ed energici, echi, cori soul, disturbi, fruscii, ritmi sincopati, beat storti, suoni distanti, impalpabili, a volte quasi spettrali, ma efficacissimi. "Untrue" è un disco splendido, mozzafiato, emozionante. E' un disco che ha molto da raccontare, e ciò che racconta non è qualcosa di altro rispetto a noi, riguarda la nostra società, è qualcosa che ognuno può provare. Basta ascoltare canzoni meravigliose come - tanto per citarne alcune - "Archangel", "Endorphin", "Etched Headplate", piccoli capolavori, per rendersi conto che "Untrue" è un disco fuori dal comune. Indescrivibile, bisogna semplicemente ascoltarlo e godere della sua straordinaria bellezza. Non so se sia un disco per tutti, ma è molto fruibile, e godibile anche da chi non ha confidenza con questo genere musicale. Anzi, probabilmente non si potrà fare a meno di ascoltarlo ancora e ancora.
Ecco la lista dei brani dell'album:
  1. Untitled
  2. Archangel
  3. Near Dark
  4. Ghost Hardware
  5. Endorphin
  6. Etched Dubplates
  7. In McDonalds
  8. Untrue
  9. Shell Of Light
  10. Dog Shelter
  11. Homeless
  12. UK
  13. Raver

Potete ascoltare delle anteprime di tutte le tracce del disco al seguente indirizzo: link


 
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